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La storia del Bologna Jazz Festival, dalle origini alle ultime edizioni degli anni 2000. Come la musica può dare forma ad una città, e viceversa.
La storia del jazz a Bologna ha origini lontane, fin da quando nel 1938 un gruppo di giovani appassionati si ritrovava presso il negozio Borsari per acquistare le nuove uscite jazz. Nel dopoguerra la spinta e la passione dell’Hot Club prima e del Circolo del Jazz poi resero Bologna una tappa obbligata per tutte le band e i solisti americani più celebrati in tournée nella penisola quali Duke Ellington, Benny Goodman, Ella Fitzgerald. Nel contempo iniziarono a formarsi le prime jazz band cittadine: particolare importanza ebbe la Criminal del clarinettista Pupi Avati, poi divenuta Doctor Chick Dixieland Orchestra e, nel 1959, Rheno Dixieland Band. Manager era il giovane Antonio “Cicci” Foresti, destinato ad avere un ruolo determinante per gli sviluppi della musica jazz a Bologna. Un’altra figura di spicco fu Alberto Alberti, che nel 1953 aprì il Disclub, primo negozio in Italia dedito esclusivamente a dischi di jazz d’importazione. Furono proprio Alberti e Foresti, pochi anni dopo, a creare il Festival Jazz di Bologna.
1958

I FESTIVAL DEL JAZZ

Nel 1958 Alberti e Foresti avevano organizzato all’Antoniano un concerto con il Kid Ory e la sua Creole Jazz Band. Il concerto ebbe grandissimo successo per cui, nel marzo di quello stesso anno, Avati e la Doctor Chick Dixieland Orchestra, che avevano come manager Cicci Foresti, decisero di organizzare un nuovo concerto all’Antoniano, imperniato su una sfida tra loro e il Complesso di Amedeo Tommasi. Il concerto fu varato come “Festival del Jazz Emiliano”.

1959

II FESTIVAL DEL JAZZ

L’anno seguente Alberto Alberti e Cicci Foresti rispolverarono l’idea, che piacque all’allora Assessore allo Sport Picchi. Nelle serate del 2 e 3 ottobre 1959 si tenne al Palasport il II Festival del Jazz che ebbe come ospite d’onore Chet Baker, accompagnato da Amedeo Tommasi. Il Festival riscosse un successo tale da rappresentare da allora, per ben 16 anni consecutivi, la manifestazione jazz più importante d’Italia.

1960

III FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ

Nel 1960 il III Festival diventò ufficialmente “Festival Internazionale del Jazz” e si tenne il 17 e 18 ottobre al Teatro Duse di Bologna, sul cui palcoscenico le stelle furono i sax europei di Jacques Pelzer e Flavio Ambrosetti, oltre a quello americano di Barney Wilen. L’organizzazione era curata da Disclub di Alberto Alberti e dal Jazz Club, con il patrocinio del Comune.

1962

IV FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ

Dopo un anno di pausa, dovuto a difficoltà di varia natura, il 6 e 7 aprile 1962 la IV edizione del Festival va in scena al Palasport, dove rimarrà quasi stabilmente fino al suo termine. Ancora una volta è il Jazz Club a organizzarlo, e dopo molti complessi italiani ed europei l’attenzione di tutti fu polarizzata dalla presenza di due eccezionali solisti: Kenny Drew e René Thomas.

1963

V FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ

Il 30 e 31 maggio 1963 il Disclub di Alberti propose il V Festival che aveva come motivi di massimo interesse, oltre a René Thomas e Jacques Pelzer, l’organista Lou Bennett, il jazz d’oltre cortina di Andrzej Trazaskowsky, l’ancora poco conosciuto Gato Barbieri e, infine, vero trionfatore, il quintetto del grande Kenny Clarke.

1964

VI FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ

Dal VI Festival, svoltosi ancora in primavera, il 23 e 24 aprile 1964, scompaiono i vari Jazz Club come promotori ufficiali, anche se l’organizzazione rimane affidata ad Alberto Alberti e Cicci Foresti. Torna, applauditissimo, Lou Bennett, ma l’attenzione principale si focalizza sulla prima esibizione in Italia di Charles Mingus, leader dell’avanguardia e della contestazione afroamericana.

1965

VII FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ

Anche il VII Festival (12 e 13 maggio 1965) offrì al pubblico che affollava il Teatro Comunale novità assolute di ascolto: accanto ai sax di Gato Barbieri e di Johnny Griffin si ascoltarono infatti il piano di Mal Waldron e il quartetto capitanato da Don Cherry e Steve Lacy, già in puro stile free.

1966

VIII FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ

Ancora a tarda primavera (12 e 13 maggio 1966) il Festival riscaldò gli entusiasmi delle migliaia di spettatori che affollarono il Palasport per l’VIII edizione. Dopo Mal Waldron, Paul Bley e Tete Montoliu, il pubblico non si stancò di applaudire il grandissimo Dexter Gordon, decretando ancora una volta il successo di una manifestazione che, anno dopo anno, era divenuta il maggior appuntamento europeo di jazz.

1967

IX FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ

Dal 1967 il Festival si sposta in autunno e più determinante diviene la presenza come organizzatore dell’Ente Autonomo Teatro Comunale di Bologna, il cui nuovo sovrintendente, Carlo Maria Badini punta decisamente a un’ulteriore valorizzazione del Festival. Per la IX edizione si tornò al Duse, dove, in tre sere (29-30 settembre, 1° ottobre 1967) il pubblico bolognese poté applaudire il grande Bill Evans, Ted Curson, Jean Luc Ponti, ancora Dexter Gordon e l’allora popolarissimo complesso vocale The Swingle Singers.

1968

X FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ

La X edizione Festival vide la musica jazz padrona assoluta per tre giorni (4-6 ottobre 1968) dell’esclusivo palcoscenico del Teatro Comunale di Bologna. Star di valore già indiscusso come Oscar Peterson, Lee Konitz, Art Farmer, Kenny Drew e Hank Mobley si alternarono a giovani destinati a divenire capiscuola, come Phil Woods, e alla punta più avanzata e discussa del jazz divenuto free, rappresentata dal dissacrante e aggressivo Cecil Taylor.

1969

XI FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ

Analoghe sensazioni suscitò l’XI edizione del Festival Internazionale del Jazz che si svolse dal 3 al 5 ottobre 1969, sempre al Teatro Comunale di Bologna. Ai veterani Lucky Thompson, Kenny Clarke e George Russell si alternarono giovani futuri capiscuola del jazz come Keith Jarrett e Gary Burton.

1971

XII FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL

Polemiche e difficoltà di finanziamenti non permisero di realizzare nel 1970 il Festival, che fu riproposto al Palasport da Badini, Alberti e Foresti il 15 e 16 ottobre 1971. All’enorme pubblico fu offerto il vecchio, il nuovo, il nuovissimo e il popolare, in un cocktail estremamente ben dosato. Al clarino creolo di Albert Nicholas rispose il sax bopper ma modernissimo di Yusef Lateef. All’organo irruente di Lou Bennet si oppose l’arte raffinatissima di Stan Getz. Al free innovatore di Ornette Coleman rispose l’eleganza e lo swing del mitico bopper Dexter Gordon. E infine la suggestione della voce inimitabile di Ray Charles.

1972

XIII FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ

Anche la XIII edizione (9-10-11 novembre 1972) ebbe grandi e popolari protagonisti. Sotto le luci del Palasport di Bologna sfilarono giganti del jazz come Jimmy Smith, Clark Terry, Illinois Jacquet, Art Farmer, James Moody, Kenny Burrell, Roy Haynes, Dave Brubeck, Gerry Mulligan, Paul Desmond, Charles Mingus, Elvin Jones, Dizzy Gillespie, Kai Winding, Sonny Stitt, Thelonious Monk, Art Blakey.

1973

XIV FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ

Nei giorni 8-9-10 novembre 1973 si tenne il XIV Festival Internazionale del Jazz che presentò interessanti gruppi di giovani: uno italiano, la Big Band degli allievi del Conservatorio di Bologna diretta da Ettore Ballotta, l’altro americano, The Young Giants of Jazz, con Jimmy Owens, Gary Burton, Cedar Walton e Roy Haynes. Furono inoltre presentati alcuni dei miti che avevano fatto grande il jazz: la celebre orchestra di Duke Ellington, B.B. King, Sarah Vaughan e Miles Davis.

1974

XV FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ

La XV Edizione offrì, accanto ai molti e interessanti musicisti italiani come Marco di Marco, Massimo Urbani, Jimmy Villotti, Vincenzo Corrao, Vittorio Volpe e l’oriundo britannico Alan King, il ritorno di Gato Barbieri, l’esponente più carismatico del nuovo pianismo jazz McCoy Tyner e, ancora, Dizzy Gillespie, Curtis Fuller, Eddie Davis e Sonny Stitt.
1975

XVI FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL JAZZ

La XVI edizione fu l’ultima per il Festival internazionale del Jazz, dopo che per tre lustri aveva dettato legge in Europa. Tutti i concerti si tennero al Palasport di Bologna. Si trattò di quattro sere (13-16 novembre 1975) delle quali l’ultima fu riservata a un tributo a Louis Armstrong reso da una Big Band diretta da Dick Hyman. Entusiasmo e consensi suscitarono miti consolidati come Earl Hines, Carmen McRae, Charles Mingus, Roy Haynes e Benny Carter.

1981-1983

IL FESTIVAL SI RINNOVA

La fine del Festival Internazione del Jazz di Bologna, causata da mancanza di fondi e da un clima che si era fatto difficile, lasciò Bologna senza un festival jazz sino al 1981, quando l’assessore alla Cultura Sandra Soster affidò al critico romano Filippo Bianchi l’organizzazione di una rassegna primaverile jazz. Keith Jarrett, Ornette Coleman, Max Roach, Jack DeJohnette, Carla Bley, George Russell, Steve Lacy, Don Cherry, Gary Burton e Chick Corea si esibirono assieme a gruppi costituiti prevalentemente da musicisti inglesi, francesi, olandesi e italiani. Nel suo secondo anno Bianchi varò la rassegna “Jazz e altro” che esplorava, altresì, le relazioni feconde tra il jazz e il rock, la musica etnica e quella accademica. L’iniziativa suscitò rinnovato interesse sia tra gli esperti, sia tra il pubblico di nuovi e vecchi appassionati di jazz.
1984

L’Assessore Soster, nel febbraio 1984, decise di collaborare anche con il Jazz Club di Bologna, diretto da Alberto Alberti, per quella che sarà l’ultima stagione diretta da Filippo Bianchi. I nomi di McCoy Tyner, Phil Woods, Lee Konitz, Jay McShann e molti altri diedero ulteriore conferma della validità del ciclo di rassegne da lui ideate.
1985

La rassegna del 1985, sostenuta da fondi esigui, fu affidata dalla Soster direttamente al Jazz Club di Alberti. Il pubblico colmò la sala Europa in occasione del ritorno del mitico Dizzy Gillespie a cui seguirono Chet Baker e Cedar Walton, Illinois Jacquet, Red Norvo e tanti altri ospiti famosi.
1986

La stagione del 1986 fu affidata ancora al Jazz Club dal nuovo assessore Riccomini, con un budget ben più importante. Si aprì con Sarah Vaughan e si proseguì con una serie di concerti prestigiosi. Dal 1986 il Jazz Club volle dilatare la rassegna primaverile fino a realizzare una vera e propria stagione che permettesse ai bolognesi di ascoltare del buon jazz dall’autunno fino a quasi l’inizio dell’estate, predisponendo una cadenza mensile per i concerti.

1987

JAZZ BOLOGNA ’87

La rassegna fu inaugurata il 13 novembre 1986 al Palasport con uno storico concerto di Miles Davis: due ore e mezza di musica e 6.500 persone in delirio, che gli tributarono un vero e proprio trionfo. La Repubblica definì quel concerto l’evento jazzistico dell’anno. La rassegna continuò con il trio di Petrucciani e altri eventi di rilievo.
1988

JAZZ BOLOGNA '88

La rassegna, organizzata sotto il nuovo assessore Sinisi, portò a Bologna il quartetto di Archie Shepp, Stan Getz e Ahmad Jamal.
1989

JAZBO

Il Comune decise di non organizzare più Jazz Bologna, puntando su un Festival di pochi giorni organizzato da Max Roach, designato a direttore artistico. “JazBo” si tenne al Palasport il 30 e 31 gennaio 1989, preceduto da una serata in sala Europa del duo Max Roach e Cecil Taylor. Le tre sere videro l’alternarsi delle varie formazioni di Max Roach nonché l’esibizione del World Saxophone Quartet e del gruppo di Wynton Marsalis, assoluta novità per Bologna.

1990

JAZBO

Il nuovo assessore Marco Giardini per organizzare JazBo 90 si avvalse della collaborazione di Sandro Berti Ceroni. A questo secondo rinato Festival collaborò in maniera determinante anche Giampiero Cane, titolare della cattedra universitaria di musica afroamericana al Dams. Art Taylor, Sal Nistico, Steve Lacy, Steve Grossman, nonché Walter Davis, Kenny Drew, Jack McLean, Louis Hayes, Donald Byrd, Beaver Harris furono i protagonisti di questa maratona dedicata sopratutto all’hard bop, tenutasi dal 14 al 24 febbraio 1990.

1990 - 1992

BOLOGNA SOGNA

Nel luglio-agosto del 1990, all’Osservanza, numerose furono le serate dedicate da “Bologna sogna” al jazz, in prevalenza con musicisti italiani e, spesso, bolognesi. Nel 1991, con Sinisi di nuovo assessore, “Bologna sogna” si spostò nel chiostro dell’ex carcere di San Giovanni in Monte dove, in luglio, si esibirono molti musicisti italiani tra i quali Jimmy Villotti, Marco di Marco, Marco Tamburini. Infine, nel luglio 1992, il luogo prescelto per il jazz da Sinisi fu l’ex-ospedale psichiatrico Roncati. Le stelle furono Mal Waldrom, Betty Carter, Jack DeJohnette, Harold Land e Paul Motian.
2002

NEW FESTIVAL JAZZ

Nel decennio successivo l’attività jazzistica in Bologna ebbe fasi alterne e si sviluppò prevalentemente nei jazz club della città - primi tra tutti il “Chet Baker”, la “Cantina Bentivoglio”, il “Music In” - e presso il Teatro Medica, di cui si ricorda la programmazione curata dalla società “Nostra Signora dei Turchi”. Nel 2002 Leonardo Giardina, uno dei fondatori storici della Dr. Dixie Jazz Band, propose al Sindaco Giorgio Guazzaloca il rilancio del Festival Jazz di Bologna. Il Comune accettò e l'organizzazione fu affidata a Carlo Pagnotta e alla sua associazione Umbria Jazz. Il Festival si svolse dal 16 al 19 maggio 2002: parteciparono nomi di richiamo internazionale come McCoy Tyner, Jack McLean, Bobby Hutcherson, Johnny Griffin, Phil Woods, Enrico Rava e altri. L’intenzione era di inaugurare un “nuovo” festival, ma la manifestazione, nonostante il successo, si fermò alla prima edizione.

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