Venerdì 6 novembre 2026
Bologna, Unipol Auditorium, ore 21:15
EMMET COHEN
"Miles & Coltrane at 100"
Benny Benack III, tromba; Tivon Pennicott, sassofoni; Emmet Cohen, pianoforte; Joey Ranieri, contrabbasso; Joe Farnsworth, batteria
Per celebrare il centenario delle nascite di John Coltrane e Miles Davis, il pianista Emmet Cohen riunisce un nuovo quintetto per esplorare le domande fondamentali che ogni musicista si pone: Perché siamo qui? Cosa stiamo cercando? Dove ci porta la musica? Cohen continua il viaggio intrapreso dai grandi architetti del jazz, alla ricerca di verità più profonde attraverso il suono. Sin da giovanissimo Cohen si è imposto come punto di riferimento del jazz straight-ahead, con forti legami con la più antica tradizione del piano stride. Uniti a una sensibilità moderna, questi elementi lo rendono la guida perfetta per condurci verso la prossima frontiera del jazz moderno.
Nato a Miami nel 1990, Emmet Cohen inizia lo studio del pianoforte all’età di tre anni. Lo troviamo già impegnato con la musica jazz mentre frequenta la high school.
Il debutto discografico, autoprodotto, è In the Element, realizzato nel 2010 mentre ancora studia alla Frost School of Music. Di lì a breve inizierà a farsi notare in concorsi della massima importanza: nel 2011 vince la Phillips Piano Competition della University of West Florida e arriva in finale alla Thelonious Monk International Piano Competition. Nel 2014 si aggiudica anche la American Jazz Pianists Competition.
Terminati gli studi all’Università di Miami, nel 2012 si trasferisce a New York. Qui continua la formazione (Manhattan School of Music) e sforna nuovi dischi. Diventa presto un nome assai richiesto: suona con Christian McBride, Herlin Riley, Joe Lovano, Eddie Henderson, Jimmy Heath, Houston Person, Kurt Elling, Billy Hart e Brian Lynch. Per la sua attività da leader si presenta alla guida di un trio dal cast mutevole (ma i più fidi collaboratori sono il bassista Russell Hall e il batterista Kyle Poole).
Nel 2019 si aggiudica l’American Pianist Awards, tra i cui benefit c’è un contratto con l’etichetta Mack Avenue, per la quale sino a ora sono usciti Future Stride (2021), Uptown in Orbit (2022) e Vibe Provider (2024). Poi arriva la pandemia: il lockdown è iniziato a malapena da una settimana quando Cohen si inventa “Live from Emmet’s Place” e dal soggiorno della sua abitazione trasmette ogni settimana esibizioni che inizialmente lo vedono in compagnia dei suoi abituali compagni di musica, Kyle Poole e Russell Hall. Poi il gioco prende piede, si iniziano a invitare ospiti e quel salotto diventa uno dei luoghi più caldi della scena jazzistica durante la pandemia. Passano Houston Person, Victor Lewis, Joe Lovano, Sheila Jordan, Randy Brecker, Regina Carter, Christian McBride, Nicholas Payton, Cyrille Aimée… I live casalinghi di Cohen raggiungono una visibilità da capogiro per lo streaming jazzistico, con milioni di visualizzazioni. È la consacrazione di un giovane musicista che sa tenere saldamente connesse la tradizione e la contemporaneità del jazz (come ha dimostrato in un’altra sua creazione, la Masters Legacy Series, le cui pubblicazioni discografiche lo vedono in compagnia di Jimmy Cobb, Ron Carter, George Coleman, Benny Golson e Albert “Tootie” Heath).
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