E' online JazzBO: il podcast del Bologna Jazz Festival
Che rapporto c’è tra Nina Simone e il movimento per i diritti civili? Perché ha scelto di chiamarsi Simone? E cosa ha a che vedere la stessa artista con il chewing-gum?
Sono solo alcune delle curiosità che emergono dalla prima puntata di “JazzBO”, il podcast musicale prodotto dal Bologna Jazz Festival in collaborazione con il Museo internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna.
Il podcast, un nuovo prodotto del BJF realizzato dal musicista e didatta Emiliano Pintori, si svilupperà con una serie dedicata a singole monografie di musicisti che hanno avuto (o abbiano tuttora) una relazione con Bologna o con il suo festival del jazz.
La prima collana, composta da otto puntate, si snoderà durante la fine del 2025 e la prima metà del 2026, con cadenza mensile. La serie avrà una unicità che la caratterizza: le musiche che accompagneranno i testi sono inedite, mai registrate su disco, realizzate per la produzione o veicolate dagli incontri di “Jazz Insight”, ideati e condotti dallo stesso Emiliano Pintori al Museo internazionale e Biblioteca della Musica durante il Bologna Jazz Festival.
La prima puntata, “Nina Simone, chewing-gum e libertà”, disponibile da oggi, presenta interpretazioni di alcuni brani della celebre musicista da parte della cantante Silvia Donati, accompagnata al pianoforte da Emiliano Pintori. Le prossime puntate racconteranno di due grandi artisti scomparsi particolarmente legati a Bologna e al suo jazz: il sassofonista Steve Grossman e il pianista Cedar Walton.
Il montaggio tecnico di ciascuna puntata è di Giulio Venturi, la diffusione e “messa in onda” sono curate da Walter Rovere. La copertina del podcast riproduce un’immagine realizzata dal grande fumettista e illustratore Filippo Scòzzari per il Bologna Jazz Festival nell’edizione 2013.
Ogni puntata, della durata di circa 30 minuti, sarà ascoltabile e scaricabile gratuitamente da Spreaker, Spotify, Mixcloud e da altre piattaforme per podcast come Apple Podcasts, Deezer, iHeartRadio, Podcastaddict e Amazon Music, oltre che dal sito del Bologna Jazz Festival, nella pagina dedicata.